Il Mulinello Mitchell 300 PRO FD è progettato per lo Spinning con elementi che garantiscono leggerezza e scorrevolezza. Incorpora un rotore Bail-Halo, che gli conferisce una resistenza superiore.
Specifiche:
- Sistema di trascinamento multidisco ibrido in carbonio autolubrificante.
- Impugnatura e mulinello in alluminio lavorato a doppia anodizzazione.
- Bobina principale in alluminio poco profonda (treccia) e bobina di riserva in alluminio.
- Manopola di trascinamento a basso profilo.
- Manopola con impugnatura ergonomica in EVA.
Modello 300:
- Peso: 271 g.
- Rapporto: 5.8:1.
- Cuscinetti: 9+1.
- Capacità: 0,20/200 m.
- Rinculo: 84 cm.
- Potenza frenante: 6,4 Kg.
Modello 308:
- Peso: 239 g.
- Rapporto: 5,8:1.
- Cuscinetti: 9+1.
- Capacità: 0,18/150 m.
- Rinculo: 77 cm.
- Potenza frenante: 6,4 kg.
Modello 310:
- Peso: 193 g.
- Rapporto: 5,2:1.
- Cuscinetti: 9+1.
- Capacità: 0,18/100 m.
- Recupero: 52 cm.
- Potenza frenante: 5,5 Kg.
Il freno, parte fondamentale di un mulinello
Uno degli elementi più importanti del nostro mulinello è il freno. Di conseguenza, la corretta regolazione del freno è uno dei punti cruciali che possono fare la differenza tra il raggiungimento o meno di risultati in una giornata di pesca ricreativa.
Il freno è uno degli elementi che ci consente di tirare a riva esemplari persino più pesanti di noi stessi.
Come facciamo a sapere qual è il freno migliore per il nostro mulinello?
- UTILITÀ DEL FRENO
- IL FRENO IN UN MULINELLO A BOBINA FISSA
- IL FRENO IN UN MULINELLO A BOBINA GIRANTE
- LA REGOLAZIONE DEL FRENO
- LA REGOLAZIONE DURANTE IL DUELLO
- LA MANUTENZIONE DEL FRENO
UTILITÀ DEL FRENO
Fino alla comparsa del freno nei mulinelli da pesca, l’uomo si accontentava di catturare esclusivamente esemplari che potesse controllare con la propria forza fisica. In precedenza si faceva ruotare o si lasciava ruotare la bobina in senso inverso, ed era in questo modo che si cedeva lenza al pesce.
Con l’introduzione dei freni, abbiamo acquisito la possibilità di ottenere catture di dimensioni maggiori.
Il freno esercita una pressione sulla bobina, consentendole di slittare per cedere lenza nel momento in cui viene sottoposta a pressione. In questo modo, si consente al pesce di fuggire tirando la lenza, logorandolo fisicamente per poi riuscire a catturarlo più facilmente.
Ogni lenza ha una resistenza nominale, ovvero una capacità di carico statico che può sopportare senza rompersi; se la si supera, si romperà. Il freno serve a far sì che il mulinello ceda lenza prima di raggiungere il punto di rottura.
IL FRENO IN UN MULINELLO A BOBINA FISSA
I mulinelli a bobina fissa rimangono fissi mentre si srotola o si riavvolge la lenza. Questi sono i mulinelli da lancio per eccellenza; dispongono di una grande potenza di trazione, pertanto risultano estremamente adatti alla pesca di specie di taglia media.
Maggiore è il carico di filo, maggiori saranno le possibilità di effettuare un lancio più lungo. Ciononostante, non è mai consigliabile caricarli eccessivamente, poiché si potrebbero verificare fuoriuscite di filo e, di conseguenza, i temuti nodi.
Tra i mulinelli a bobina fissa, a seconda del modello in questione, esistono due diversi tipi di freni:
- Anteriore: con un disco nella parte anteriore della bobina, che si stringe o si allenta ruotando la manopola anteriore.
- Posteriore: è dotato di una manopola nella parte posteriore, che si regola in entrambe le direzioni per la regolazione del mulinello.
Molti pescatori ritengono che questi freni anteriori siano più affidabili per i mulinelli fissi, sebbene sia anche vero che tendono a surriscaldarsi facilmente poiché la superficie di attrito è ridotta.
Il freno posteriore è più preciso e presenta il vantaggio di poter essere regolato durante l’azione di pesca. Ciononostante, molti pescatori lo scartano in quanto lo ritengono meno affidabile.
Sono disponibili anche mulinelli con freno centrale, nei quali si cerca di unire le qualità degli altri due tipi di freno, aggiungendo inoltre una maggiore capacità frenante; inoltre, grazie all’aumento delle dimensioni.
IL FRENO IN UN MULINELLO A BOBINA GIRANTE
I mulinelli a bobina rotante sono quelli in cui il tamburo ruota durante il lancio e il recupero della lenza. Si distinguono dai precedenti per la loro enorme potenza di trazione, caratteristica che li rende perfetti per la pesca di specie di grandi dimensioni, ma che tuttavia non li rende particolarmente adatti alla pesca a lancio.
Anche in questo caso possiamo parlare di due modelli diversi:
- Freno a stella: componente a forma di stella posizionato su un lato del mulinello, sotto la manovella. Si regola ruotandolo in senso orario e si allenta ruotandolo in senso antiorario.
Ideale per il surf-casting, poiché consente di sbloccare completamente la bobina al momento del lancio.
Si tratta di un sistema di frenatura che agisce direttamente sul pulsante di sblocco della bobina; pertanto, il freno si disinnesta completamente consentendo la libera rotazione della bobina senza alcuna pressione sul freno stesso, il che permette di effettuare lanci a lunga distanza.
Ciononostante, tra gli svantaggi va segnalata la difficoltà di manovra durante il combattimento con un pesce, poiché mancano punti di riferimento per la posizione della regolazione.
Presenta una superficie di attrito piuttosto ridotta, per cui tende a surriscaldarsi. Il freno esercita una pressione non uniforme sulla bobina, generando fluttuazioni che possono causarne la rottura. - Freno a leva: leva posizionata su un lato del mulinello.
È il tipo di freno più affidabile ed efficiente in assoluto, poiché non consente mai che la bobina si srotoli al 100%.
Esercita una frenata molto uniforme su tutta la superficie della bobina. Ma oltre a ciò, e come principale vantaggio, va sottolineato che è possibile aumentare o diminuire in modo preciso e graduale la tensione del freno durante il combattimento, in maniera sicura e del tutto controllata.
Ciononostante, molti continuano a preferire l’uso del freno a stella, a causa delle complicazioni d’uso che comporta quello a leva.
LA REGOLAZIONE DEL FRENO
Per regolare correttamente un freno, occorre innanzitutto tenere conto della resistenza della lenza che si sta utilizzando. Occorre prestare molta attenzione nel considerare il diametro in relazione alla resistenza del filo, poiché, come ogni pescatore sa, esistono moltissimi fili diversi prodotti da varie aziende, ognuno dei quali offre una resistenza diversa.
Durante la pesca, la lenza sarà sottoposta a numerose spinte e trazioni, che potrebbero arrivare a spezzarla; per evitarlo disponiamo del freno, e a questo punto sorge il dubbio: a questo punto: «come si fa a sapere quando il freno deve iniziare a slittare?», secondo quanto stabilito, per ottenere un corretto assorbimento degli impatti e dei movimenti bruschi compiuti dal pesce nella sua lotta per non essere catturato, il freno dovrà cedere lenza quando riceve una spinta violenta pari a un terzo (1/3) della resistenza nominale della lenza. Pertanto, se si dispone di una lenza con una resistenza di 30 chili, il freno dovrà slittare quando lo strattone raggiunge una forza di 10 chili; in caso contrario, si corre il serio rischio che la lenza si spezzi.
In questo modo, gli altri due terzi contribuiranno a resistere e impediranno la rottura quando la lenza subisce un impatto molto forte.
Pertanto, per calibrare un freno, è fondamentale poter misurare la forza esercitata da una spinta violenta. A tal fine esistono bilance di tipo dinamometrico (che ci serviranno inoltre per misurare il peso delle nostre catture).
Una volta in possesso di questa bilancia, per effettuare la calibrazione dovrà seguire i seguenti passaggi:
- Monti il mulinello sulla canna che intende utilizzare; questo è molto importante: effettui sempre la calibrazione con il mulinello montato sull’attrezzatura definitiva che porterà a pesca, poiché le caratteristiche della canna alterano notevolmente la forza che viene trasmessa in ciascun caso alla lenza.
- Una volta montato il mulinello, fate passare la lenza attraverso gli anelli e fissate saldamente la canna (chiedete aiuto a un compagno).
- Regoli il mulinello a mano, calibrandolo a occhio secondo quanto ritiene opportuno.
- Posizionate il bilancino sulla punta della lenza, dotato di un anello di plastica che ci servirà per misurare il punto massimo che il bilancino raggiungerà quando daremo lo strattone.
- Dai un forte strattone con la canna e verifica il punto massimo raggiunto dal bilancino.
- Regoli il freno in modo che la potenza massima desiderata non superi l’anello di plastica.
- Ripeta l’operazione più volte, fino a ottenere che il freno slitti alla potenza desiderata (1/3 della resistenza della lenza).
Un altro dei principali problemi nella regolazione del freno è il suo utilizzo durante il duello. Un pesce che ha abboccato all’amo non si lascerà trascinare docilmente ed è indispensabile conoscere il corretto utilizzo del freno se non si vuole perdere la cattura migliore.
A tutto ciò va aggiunta l’influenza dell’acqua sulla lenza che, sommata al peso della lenza stessa, comporta che maggiore è la quantità di lenza presente in acqua, maggiore sarà il carico a cui è sottoposta l’intera lenza. Per questo motivo è necessario regolare la calibrazione del freno anche in funzione della quantità di lenza che si trova fuori dalla canna (per cui, in alcuni casi, sarà necessario arrivare addirittura fino a un quarto della resistenza nominale della lenza).
Pertanto, man mano che la lenza presente sul mulinello diminuisce, è necessario ridurre la forza frenante anziché aumentarla, per evitare la rottura.
CURA DEL FRENO
Si prega di tenere presenti i seguenti consigli per mantenere il freno del proprio mulinello in perfette condizioni.
- Il primo e più importante aspetto da considerare nella cura del freno è la sua conservazione. Quando riponiamo il mulinello, dobbiamo assicurarci di farlo con il freno completamente libero (nei mulinelli da spinning, allenteremo il freno del tutto).
- Evitare un surriscaldamento eccessivo del freno. Come già accennato, tale surriscaldamento può verificarsi frequentemente quando ci si trova nel pieno di una lotta con un pesce. In tali casi è opportuno raffreddare il mulinello con acqua, ma non nella parte centrale (non servirebbe a nulla), bensì lateralmente.
L’acqua salata può danneggiare il mulinello, ma è comunque preferibile a un surriscaldamento. - Dopo una lotta impegnativa per catturare un pesce, è opportuno effettuare una pulizia approfondita del mulinello.
Come scegliere un mulinello da pesca
Prima di scegliere quale mulinello acquistare, è necessario tenere in considerazione il tipo di pesca che si intende praticare. Tuttavia, è anche di fondamentale importanza conoscere e comprendere le specifiche e le caratteristiche dei mulinelli disponibili sul mercato.
FATTORI CHIAVE PER LA SCELTA
- Tipi di mulinelli: a seconda della disciplina di pesca che si intende praticare, è possibile trovare mulinelli da casting, spingcast, surfcasting, spinning, baitrunner o trolling, tra gli altri. Se state per avvicinarvi per la prima volta al mondo della pesca, optate per un mulinello di fascia standard, in modo da poter provare diverse discipline prima di optare per una in particolare.
- Produttore: chieda ai Suoi colleghi quale sia il produttore più adatto per ciascuna disciplina; tuttavia, come in ogni ambito, si tratta di un’opinione personale che non sempre risulterà valida. La cosa più importante è affidarsi a quei produttori che utilizzano materiali di buona qualità e offrono mulinelli durevoli e resistenti.
- Materiale: l’alluminio e il grafite sono i materiali per eccellenza preferiti dai pescatori. La scelta per i mulinelli da acqua dolce ricade solitamente su quelli realizzati in alluminio, mentre per l’acqua salata si preferiscono quelli in grafite grazie alle loro proprietà anticorrosive.
- Costruzione solida: è molto importante che il produttore sia affidabile, che il materiale sia adeguato e che il corpo o la struttura del nostro mulinello sia assolutamente solida e non presenti alcuna parte allentata. È inoltre risaputo da tutti che i mulinelli composti da un numero minore di parti presentano un rischio minore di danneggiamento.
- Peso: i modelli più leggeri ci aiuteranno a ridurre l’affaticamento del polso e del braccio, ma in altri casi è necessario un peso maggiore, in base alle caratteristiche della disciplina praticata e alle esigenze che essa comporta.
- Dimensioni: i pesci d’acqua dolce sono solitamente di dimensioni inferiori rispetto a quelli d’acqua salata; pertanto, salvo eccezioni, le dimensioni dei mulinelli da acqua dolce saranno leggermente inferiori in confronto.
CARATTERISTICHE TECNICHE DEL MULINELLO
- Capacità di lenza: espressa in iarde e libbre, si riferisce alla quantità massima in iarde di lenza o filo che il mulinello può contenere e al peso massimo che questa può comportare. In altre parole, un mulinello che riporta la numerazione 450/20 indica che può contenere 450 iarde di filo e un peso massimo di 20 libbre.
- Freno o trascinamento: il sistema di frenatura di un mulinello è costituito da rondelle disposte sull’asse della bobina e, in alcuni casi, sull’asse di azionamento. Il meccanismo funziona mediante la pressione di una leva sulle rondelle, aumentando la resistenza all’aumentare della pressione. In alcuni mulinelli, come quelli da trolling o da baitcasting, possono essere presenti freni a stella (con azionamento a vite) o a leva (tipo camma, più facili da regolare).
- Recupero della lenza: si riferisce alla lunghezza di lenza che viene avvolta per ogni giro effettuato con la manovella del mulinello.
- Rapporto di trasmissione: è il numero di giri della bobina effettuati per ogni giro della manovella. Questo rapporto è indicato con una combinazione numerica come 6:1, che significa che per ogni giro della manovella la bobina ruoterà 6 volte. Come scegliere il rapporto corretto:
- Ingranaggi a rapporto basso (da 5,1:1 a 5,1:1): ideali per acque profonde, esche in vinile di grandi dimensioni e spinnerbait. Indicato per esche molto pesanti, consente di ridurre lo sforzo durante il recupero. Molto efficaci con esche pesanti.
- Rapporti medi (da 6,1:1 a 6,4:1): ideali per profondità medie, spinnerbait da acque poco profonde e crankbait. Questi rapporti sono molto versatili e offrono una velocità in più per la pesca con esche in movimento.
- Rapporti di trasmissione elevati (da 7,1:1 a 8,1:1): per esche in vinile leggere e vermi, teste shaky e crankbait senza bavero. In questo caso l’azione sarà svolta dalla canna e occorre un mulinello con rapporto di trasmissione elevato per consentire di recuperare l’esca con grande velocità.
- Cuscinetti: vengono inseriti all’interno del mulinello per garantire maggiore sostegno, stabilità e fluidità di avvolgimento. Maggiore è il numero di cuscinetti, più fluida sarà la sensazione. Di solito sono indicati come 7+1, 6+1 o 8+1, dove il numero più alto indica il numero di cuscinetti e quello a destra il numero di rulli del cuscinetto.
- Potenza: è indicata in kg e si riferisce alla tensione massima che può esercitare il freno del nostro mulinello. Se la tensione esercitata dal pesce è superiore, il mulinello lascerà scorrere la lenza per evitare rotture.
- Peso del pesce: la scelta del mulinello dipenderà dal tipo di pesci che si desidera pescare:
- Ultrlight 1000-2000: per pesci fino a 2 kg.
- Light 2500-3000: per pesci da 1 a 4 kg.
- Medium 4000: per pesci da 2 a 6 kg.
- Medium Heavy 5000: per pesci da 4 a 6 kg.
- Heavy 7000: per pesci di oltre 8 kg.
Manutenzione e pulizia del mulinello da pesca
Il mulinello da pesca è uno degli strumenti più importanti, insieme alla canna, nel mondo della pesca. Per ottenere le migliori prestazioni dal proprio mulinello, è necessario effettuare la manutenzione e la pulizia dopo ogni utilizzo. Se non si esegue questa procedura, le parti si indeboliranno e il mulinello perderà la sua funzionalità con il passare del tempo. Per evitare ciò e prolungare ulteriormente la durata del mulinello, è necessario seguire questi passaggi:
- Pulizia iniziale: è necessario rimuovere la sabbia e i residui di sporco presenti con una spazzola a setole sottili, pulire successivamente con un panno morbido per non graffiarlo e, infine, applicare un po’ di olio leggero sul corpo e sulle parti smontate (manopola, tappo del freno, bobina e corpo del mulinello).
- Lubrificazione: successivamente lubrificheremo la bobina, il freno, la manovella, l’albero principale e la guidafilo, poiché queste parti mobili devono essere lubrificate regolarmente.
- Guidafilo: occorre prestare particolare attenzione a questa parte del mulinello, poiché è quella che richiede maggiore manutenzione, essendo a continuo contatto con l’acqua. È possibile smontarlo con cura, disponendo i componenti in ordine man mano che vengono estratti. Si procederà quindi a pulirli accuratamente e a lubrificarli, per poi rimontare il guidafilo.
- Mulinello centrale: questa parte non deve mai essere smontata, ma tramite un piccolo foro è possibile applicare un paio di gocce d’olio direttamente sul meccanismo interno.
- Manopola: infine puliremo accuratamente la manopola, applicheremo un po’ di olio sulle zone articolate e procederemo a pulirla e asciugarla.
Qualora avesse dei dubbi sulla procedura, consulti sempre la guida alla pulizia che troverà nella confezione del suo mulinello e in nessunapra in nessun caso il corpo del mulinello, poiché qualora dovesse riscontrare un malfunzionamento, sarà preferibile farlo controllare direttamente dal produttore.
Buongiorno Pesca
(TOMAS DIAZ GARCIA)
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