Nuova versione della più famosa muta monoshort Cressi Med X per gli sport acquatici e i mari tropicali. Si presenta con un modello rinnovato, in un'estetica nuova e accattivante.
- È una Muta intera senza cappuccio in neoprene da 2,5 mm, perfetta per lo snorkeling, il nuoto, i mari tropicali e qualsiasi sport acquatico.
- Fodera in nylon misto con Ultraspan© nelle zone di giunzione. Questo tessuto combina una buona resistenza all'erosione con una grande elasticità e morbidezza al tatto.
- Area del petto in neoprene liscio con incisione esterna. Migliora l'idrodinamicità, l'elasticità e garantisce un'asciugatura rapida quando la tuta è fuori dall'acqua ed esposta al vento durante le attività acquatiche come la vela, lo sci o il surf.
- Con inserti in neoprene liscio su braccia e gambe per ridurre al minimo le infiltrazioni d'acqua.
- Zip posteriore con chiusura in Velcro®.
- La modellazione Anatomic Shape® rispetta il profilo corretto del collo in relazione al torace ed evita di stringere in questa zona.
Cura e manutenzione delle mute umide
Cura e manutenzione - Tute Si forniscono le seguenti informazioni sulla cura e la manutenzione dei prodotti che non dispongono di un manuale d’uso specifico; esse intendono costituire una guida generale per la cura di base e la manutenzione della vostra attrezzatura subacquea. 1. Rimuovere il sale subito dopo l’uso: Subito dopo aver terminato l’immersione, è necessario immergere la muta in acqua dolce oppure assicurarsi di risciacquarla accuratamente con un tubo flessibile. Se non lo fate, l’acqua in esso contenuta evaporerà e il sale residuo danneggerà la muta, causando un maggiore ingresso di acqua durante la prossima immersione. 2. Asciugatelo al rovescio: Quando lo lasciate asciugare dopo il risciacquo, è consigliabile farlo dall’interno. In questo modo, se ne avrete nuovamente bisogno in breve tempo, l’interno sarà asciutto. Inoltre, è preferibile che sia proprio questa la parte esposta alla luce, poiché in caso contrario si comprometterebbe l’elasticità dell’esterno. 3. Non esponetelo mai direttamente al sole: I raggi ultravioletti danneggeranno le fibre della vostra muta, privandola di elasticità e provocando crepe nel materiale che diventeranno sempre più grandi, con la conseguenza che ad ogni immersione penetrerà molta più acqua. 4. Riponetelo appeso a una gruccia standard: Se non lo utilizzerete per un certo periodo, è consigliabile appenderlo a una gruccia multiuso per evitare che le spalline della muta si danneggino e per mantenerla in buone condizioni più a lungo. Potete anche riporlo piegato in una scatola o in un armadio, ma assicuratevi che sia piegato correttamente e che non vi siano oggetti che esercitino pressione su di esso. 5. Non mettetelo in lavatrice né utilizzate detersivi: L’acqua calda, la centrifuga e il detersivo sono i peggiori nemici delle mute in neoprene. Al contrario, se lo preferite, potete lavarlo in lavatrice purché sia l’unico capo nel carico, senza saponi né detersivi e con un programma senza centrifuga. 6. Prestate attenzione alle cerniere: utilizzi cere speciali per la cura e la manutenzione, poiché potrebbero rompersi o deteriorarsi, rendendo la muta completamente inutilizzabile. 7. Eviti le temperature elevate: Il calore eccessivo danneggia i tessuti, facendoli perdere elasticità e causando persino strappi.
Come scegliere la muta da immersione perfetta
Questo sarà probabilmente il primo dubbio che ci sorgerà, ed è certamente una delle scelte più importanti che dovremo compiere. Come avrà potuto constatare, esistono diversi spessori, materiali, forme... quale è più adatto a noi?
La prima cosa che dobbiamo chiarire è l’utilità della muta. Come ben saprà, la sua funzione principale non è altro che quella di mantenere la temperatura corporea del subacqueo, limitando al massimo la dispersione di calore che si verifica quando ci immergiamo in un ambiente molto più freddo, come l’acqua di mare.
Inoltre, come funzione secondaria, la muta isotermica può proteggerci da eventuali sfregamenti, urti o punture di vari animali.
Sul mercato si trovano tre tipi fondamentali di mute:
- A secco: utilizzata a temperature molto basse. Impedisce l’ingresso dell’acqua grazie a una valvola che immette aria nello spazio tra il subacqueo e la muta stessa, oltre a disporre di chiusure a tenuta stagna alle caviglie, ai polsie al collo per impedire la fuoriuscita d’aria e l’ingresso dell’acqua.
- A umido: è il più utilizzato. In esso penetra una certa quantità d’acqua (esigua), ma non consente il ricambio costante della stessa, per cui il corpo raggiunge facilmente la propria temperatura senza che si verifichi un significativo deterioramento termico.
Queste mute sono realizzate in neoprene, con diversi spessori (maggiore è lo spessore, maggiore sarà la protezione dal freddo), con uno spessore più comune compreso tra 5 e 7 mm. Questo materiale conferisce alla muta una certa galleggiabilità, aspetto da tenere in considerazione quando si controlla la zavorra utilizzata in caso di cambio di muta.
Esistono anche mute più sottili (da 1 a 3 mm) per acque più calde, nonché giubbotti che possono essere indossati sotto la muta per acque più fredde. - Mute semisette: dotate di cerniera a tenuta stagna. Offrono una protezione maggiore rispetto alle mute umide, senza però arrivare all’estremo delle mute stagne.
- LISCIO: neoprene trattato in modo che lo strato a contatto con la pelle risulti liscio e aderisca bene al corpo, facilitandone l’indossabilità. Sono i più soggetti a strappi. Questo tipo di finitura si riscontra molto spesso nei polsini e nelle caviglie, con l’obiettivo di ridurre al minimo l’ingresso dell’acqua
- FODERATO: il neoprene è dotato di una fodera che ne facilita l’indossabilità. Questa fodera garantisce un’elevata resistenza allo strappo. La fodera può essere in nylon o in spugna; quest’ultima risulta particolarmente comoda da indossare poiché presenta una trama a mini-cordoli che scivola molto facilmente sulla pelle
- TITANIO: viene utilizzato in fogli, che vengono inseriti tra il neoprene e la fodera (esterna o interna) al fine di ridurre al minimo il raffreddamento dell’aria contenuta nelle microbolle del neoprene. In questo modo il calore interno viene mantenuto più a lungo.
- CORTA: si tratta di una muta che protegge solo il busto e l’inguine, lasciando scoperte le braccia e le gambe. Pertanto non è consigliabile in luoghi in cui si rischia di entrare in contatto con rocce, coralli o organismi urticanti. Inoltre, il suo spessore, compreso tra 1 e 5 mm, ne limita l’utilizzo praticamente alle acque tropicali.
- MUTA INTERA: si tratta di una muta realizzata in un unico pezzo, che risulta quindi molto comoda da indossare e da togliere. Può essere dotato o meno di cappuccio e il suo spessore varia tra 1 e 8 mm. Generalmente sul mercato è disponibile un secondo capo da abbinare in inverno.
- CONCEPT (muta intera + pantaloncini): si tratta della combinazione dei due elementi precedenti. Si tratta di tute molto pratiche poiché consentono di utilizzare separatamente ciascuno degli elementi. È possibile indossare solo la tuta intera durante la stagione estiva e sovrapporvi la giacca quando l’acqua è più fredda. È opportuno fare in modo che le cerniere non coincidano, ovvero che quella della tuta si trovi sul retro e quella della muta corta sul davanti. Tra gli svantaggi va menzionato che, data la grande quantità di neoprene indossata, è necessario aumentare anche il proprio zavorramento. Inoltre, si può avvertire una certa rigidità nei movimenti.
- DUE PEZZI (pettorina + giacca): il modello più tradizionale. È composto da pantaloni che si prolungano tramite una pettorina senza maniche, che copre in misura maggiore o minore (a seconda del modello) il torace, e da una giacca che si regola all’altezza del cavallo tramite una fascia in neoprene. La giacca può essere con o senza cerniera, un dettaglio che influisce sia sulla comodità di indossarla sia sulle sue proprietà termiche.
Tenendo conto di quanto detto su ciascun tipo di muta, la scelta finale dipenderà da criteri puramente personali (colore, forma...). Ma c’è un aspetto che dovremo tenere ben presente: la muta dovrà aderire il più possibile al nostro corpo, evitando la formazione di sacche d’aria che finirebbero per riempirsi d’acqua.
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